Azienda Speciale Silvo Pastorale

Chi siamo

La montagna è vita, Vivila

La nostra storia

ASSP di Nicosia e le sue caratteristiche territoriali

L’Azienda Speciale Silvo Pastorale del Comune di Nicosia venne istituita con delibere del Consiglio Comunale di Nicosia nr. 213/43 del 12.12.1953 e nr. 237/45 del 13.05.1954, in armonia al R.D. nr. 3267 del 30.12.1923 ed alla L. nr. 991 del 25.07.1952.

Con le delibere anzidette ed esattamente con l’art. 4 del Regolamento Speciale facente parte integrante delle stesse, alla costituita Azienda venne affidato e consegnato per la gestione e tutela tutto il patrimonio terriero del Comune costituito dai terreni dei sette feudi comunali (Giumenta, Sambughetti, San Martino, Graffagna, Campanito, Ciarambellieri e Casaleni), dai terreni ubicati nelle contrade Casale ed Altesina, nonché da tutti gli spezzoni di terreno ubicati nelle immediate vicinanze del centro abitato e localizzati nelle contrade Crociate, Castello, Peschiera ed Itria.

In breve, vennero consegnati ed affidati tutti gli immobili rustici iscritti alla partita 1725 del N.C.T. del Comune censuario di Nicosia. Giusto quanto sopra l’Azienda, da oltre quaranta anni, gestisce e tutela un patrimonio che rappresenta una risorsa antica, per molti versi ancora da scoprire, certamente da proteggere e valorizzare: uno strumento, in definitiva, di crescita sia economica che culturale.

L’intero territorio aziendale è esteso complessivamente Ha 3051.18.16: ha 2998.61.83 localizzati sui versanti della catena montuosa dei Nebrodi, ha 52.56.33 ubicati invece in prossimità del centro abitato di Nicosia.

La superficie localizzata sui versanti dei Nebrodi costituisce un unico complesso fondiario di forma assimilabile ad un ovale delimitato a nord dalla Provincia di Messina (Comune di Mistretta), ad ovest dalla “Regia Trazzera delle Montagne”, a sud confinante con proprietà private del territorio di Nicosia e ad est col Comune di Cerami; ricade nella parte settentrionale del territorio comunale nicosiano e di esso alle maggiori altitudini.

Della suddetta superficie di circa 3.000 ettari, Ha 1899.93.03 sono caratterizzati da popolamenti arborei naturali o artificiali; Ha 1095.85.70 sono invece interessati da pascoli nudi o cespugliati; ha 2.00.00 sono la superficie occupata dall’ex vivaio dell’Amministrazione Forestale, ubicati in contrada Campanito; infine Ha 0.83.56 sono interessati da fabbricati di rilevante importanza ed aree di loro pertinenza, rifugi pastori, ovili.

Tale territorio montano comprende le cime più alte della Provincia di Enna (Monte Campanito, Monte Sambughetti, Monte San Martino); le montagne si succedono in direzione est-ovest lungo l’asse maggiore del territorio aziendale che risulta da esse diviso in due versanti rispettivamente tributari, dal punto di vista idraulico, quello di nord del fiume Tusa che sbocca nel Tirreno, quello di sud del Fiume di Cerami, del Fiumetto e del fiume di Sperlinga, tutti tributari del Simeto, che sfocia nello Ionio.

Altimetricamente il territorio è compreso tra gli 800 ed i 1558 m. s.l.m.. La pendenza media dei due versanti si aggira sul 32% con minime del 15% e massime intorno al 90%.

Geologicamente l’area in esame partecipa alla vasta formazione terziaria del complesso mesoautoctono che caratterizza la catena dei Nebrodi, meglio definito come “flysch numidico”.

Il Paesaggio

E’ questa una formazione di argille brune non marnose, ricche di ossidi di ferro,

con subordinate intercalazioni di strati o banchi di quarzareniti a cemento calcareo, più spesso siliceo, caratterizzato da granuli piuttosto arrotondati e non classati, così da giungere sino a tipi con elementi quarzosi in fine matrice pure quarzosa.

Pedologicamente i terreni di cui trattasi appartengono nella zona alle maggiori altitudini a quella associazione definita “regosuoli da rocce sabbiose” mentre nella parte più bassa siamo invece in presenza di “regosuoli da rocce argillose”. Per tali suoli, sia i sabbiosi che gli argillosi, il concetto centrale è fissato su suoli giovani ai primi stadi di sviluppo, evolventisi su rocce tenere o su substrati sciolti. Essendo dei suoli giovani, le proprietà fisico-chimiche-idrologiche risultano fortemente condizionate dal substrato sul quale evolvono ma, nell’insieme, date le loro caratteristiche, le potenzialità produttive di queste associazioni di suoli possono essere giudicate discrete o buone.

Fitoclimaticamente il territorio in esame rientra nelle zone del Castanetum e Fagetum. Data l’altitudine, durante i mesi invernali le precipitazioni assumono carattere nevoso con persistenza del manto per diversi giorni.

Anteriormente alla costituzione dell’Azienda, il territorio di cui trattasi risultava ripartito secondo tre tipi fondamentali di colture: seminativi, pascoli e boschi.

I seminativi, spinti sulle pendici al di là di ogni ragionevole limite ecologico, tecnico ed economico, rappresentavano la più degradante cerealicoltura estensiva.

I pascoli, limitati alle pietraie ed alle pendici più dissestate ed acclivi, gravati da eccessivi carichi di bestiame, furono ridotti alle estreme forme di degradamento.

I boschi, costituiti da cedui misti di varie latifoglie, furono ridotti al più grave deterioramento per i tagli abusivi e per la incontrollata pressione del pascolo.

Successivamente alla sua costituzione, l’Azienda curò la compilazione di un piano inteso al riordinamento tecnico ed economico nonché di razionale utilizzazione del proprio territorio. Furono così eliminati per primi, pressoché totalmente, i seminativi, trasformandoli in pascoli, mentre le pendici più dissestate già sottoposte a pascolo vennero rimboschite.

Contemporaneamente a detti provvedimenti fu dato inizio ad un ampio programma di sistemazione dei versanti pascolivi mediante la reintegrazione del cotico erboso, al fine di eliminare completamente l’erosione allora di notevole entità.

Così da una parte le pendici inerbite subirono una certa contrazione per far posto ai boschi di nuovo impianto, dall’altra parte ne fu gradualmente aumentata la loro efficacia mediante lavori di miglioramento che contribuirono a ristabilire l’ordine idro-geologico senza tuttavia turbare l’equilibrio economico esistente.

Una menzione particolare meritano i popolamenti arborei naturali che ricoprono il versante settentrionale della catena dei Nebrodi per una estensione di circa 300 ettari, costituiti da una cerreta centenaria alle quote più basse e da faggio quasi allo stato puro in prossimità delle vette, con un sottobosco ricchissimo di specie tra le quali spiccano l’ Ilex aquifolium, il Rubens fruticosus, il Sambucus nigra, etc. L’amenità dei luoghi ha fatto si che tutta questa zona fosse inserita nel Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali, con la denominazione di “Riserva Naturale Orientata Campanito – Sambughetti”, per la conservazione e tutela di un importante relitto di faggeta con aspetti di vegetazione igrofila legati al laghetto Campanito.

Le superfici più prossime al centro abitato di Nicosia, invece, presentano spinte forme di antropizzazione; Ha 30.65.85, ubicati in contrada Casale e qualificabili come pascolo arborato, sono concessi ad uso civico e regolamentati da apposito regolamento istituito dal Consiglio Comunale di Nicosia, mentre altri 20 ettari circa, molto frazionati e qualificabili come pascolo, sono concessi in affitto a piccolissime aziende agricolo-zootecniche di residenti nel Comune.

Cosa facciamo

Sviluppo Aziendale ed incremento turismo agricolo-naturalistico

Nell’ambito dello sviluppo l’Azienda che si promuove come volano oltre che per la zootecnia, l’agricoltura locale e per le attività di valorizzazione e promozione del territorio montano anche l’incremento del turismo agricolo-naturalistico (ecoturismo), in relazione del patrimonio boschivo e strutturale, come si attinge dalla grande estensione del S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) Monte Sambughetti, Monte Campanito COD ITA060006, dalla Riserva Naturale Orientata dei Monti Sambughetti e Campanito.

Torna in cima