Riserva Naturale Orientata dei Monti Sambughetti e Campanito

Riserva Naturale Orientata dei Monti Sambughetti e Campanito

La Riserva comprende un’area protetta, vasta ben 2.358,3 ettari (1,716 in zona A e 642,2 in zona B) istituita a protezione di un relitto di faggeta e dei laghetti della contrada Campanito. Essa appartiene ai Comuni di Nicosia e Cerami e ospita non solo il bellissimo bosco della Giumenta, diviso tra la faggeta posta in cima ed una grande porzione a foresta latifoglie decidua con cerro, roverella, castagno, acero, ma anche diverse zone umide - margi - luoghi cioè dove le acque che scendono giù dalle cime anche attraverso le quarzareniti permeabili, si fermano in pozze, prati inondati, piccolissime paludi di montagna, e laghetti, il più alto a oltre 1350 metri di altezza sul livello del mare. Il paesaggio è quello dei Nebrodi, con l’inusuale presenza di cime dalle forme svettanti, pinnacoli quarzarenitici che appaiono quasi piramidi naturali tra il verde cupo dei boschi. La fauna, molto ricca e diversificata, comprende uccelli acquatici anche rari come il porciglione, rapaci diurni e notturni (è stata segnalata anche l’aquila del Bonelli), mammiferi, con la volpe ed il gatto selvatico, l’istrice, la lepre ed il coniglio, rettili (biscia dal collare, vipera dell’Hugyi, testuggine palustre, colubridi ed elafidi) il rospo comune verrucoso, il discoglosso, e una miriade di invertebrati sia acquatici che terricoli o alati. L’area, quasi interamente di pertinenza del demanio dell’Universitas nicosiana mantiene ancora oggi le pratiche pascolive ed i segni di un florido passato silvo pastorale. Tra le rocce della contrada San Martino si indovina un acquedotto medievale, mentre dall’alto della cima di Rocca Campanito, raggiungibile mediante i resti di una antica scala, probabilmente di costruzione araba o addirittura bizantina, si possono vedere i grandi cerchi di pietrame che un tempo servivano per coprire i cumuli di neve che in estate avrebbero garantito la provvista di ghiaccio ai paesi della valle. Tra gli alberi c’è persino un roccione scavato a mano per ottenere una spartana ma calda abitazione, la “Grutta de’ nivarula” la grotta dei nevaioli, uomini temprati al freddo e alla fatica che salivano in montagna per effettuare la faticosissima raccolta della neve, proprio quando tutti gli altri, animali compresi, scendevano a valle. Oggi il demanio fa parte dell’Azienda Silvo Pastorale Speciale del Comune di Nicosia, dedita alla zootecnia e alla produzione lattiero casearia, e gran parte del territorio viene concesso per l’alpeggio di mandrie bovine non di rado accompagnate da cavalli sanfratellani.

Raccontaci la tua esperienza, la tua testimonianza è per noi importante! Testimonia

Torna in cima